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Rinasce il Santos di Cartier
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Rinasce il Santos di Cartier

Ricordo con un certo affetto ed anche malinconia gli anni ottanta del secolo scorso, non solo perché era l’epoca dei miei vent’anni, con tutto ciò che quella età mi ha regalato, ma soprattutto perché già a 19 anni ero in prima linea al banco vendita ad argomentare sull’orologeria con i clienti del negozio, allora di mio padre e mia madre. Mio padre, storico concessionario Omega della città, avendone vissuto i fasti degli anni 50 e 60 amava solo quelli, ma da bravo imprenditore, nel 1975 accettò di entrare far parte della allora embrionale distribuzione Cartier.

Il Re dei gioiellieri ed il gioielliere dei Re, fino ai primi anni degli anni 70 non era un produttore di orologi strutturato in maniera organica, anzi, non era nemmeno una azienda unica, ma sostanzialmente esistevano i tre negozi Cartier, la sede di Parigi e le due “filiali” di Londra e New York, le cui proprietà erano divise tra gli eredi della famiglia.

Nel 1972 un gruppo di investitori riunisce  dopo decenni lo storico Brand sotto l’egida di una unica proprietà. Compiuta questa brillante operazione iniziarono un percorso che ha portato il Brand ad essere quello che è oggi, leader nel mondo del lusso, in maniera incomparabile per la gioielleria e con un ruolo importante nel mercato dell’orologeria.

Ricordo bene i primi prodotti orologiai “Les Must De Cartier”, li produceva Ebel e non avevano nulla di particolare se non lo stile fedele ai modelli storici disegnati da Louis Cartier e la qualità dei materiali utilizzati; ne è passata di acqua sotto i ponti ed oggi Cartier può definirsi a pieno titolo Marca Orologiaia, con la presenza in gamma di calibri anche con grandi complicazioni. Noi venditori non dobbiamo più “spingere” il prodotto, la forza del Marchio si è ormai affermata ed alcuni modelli sono ormai degli “autovendenti”.

Il 2018 è stato l’anno del rilancio del Santos con bracciale, tra tutti i modelli della Maison parigina quello che più li ha legittimati nel mondo orologiaio, traendo le sue origini dall’orologio che Louis Cartier creò per l’amico aviatore Alberto Santos-Dumont, nel 1904, il primissimo esempio di orologio personale non da taschino, ma da portare al polso.  La nuova generazione di Santos monta un calibro automatico denominato 1847MC (1847 è l’anno di fondazione della Maison ed MC sta per Manifacture Cartier), presenta la caratteristica di essere dotato anche del cinturino in pelle, infatti ha un sistema di attacco delle anse denominato Quick Switch, che permette il cambio rapido da parte dell’utente stesso tra bracciale e cinturino, una idea non nuova,  per la verità,  che già Cartier sperimentò negli anni 90 del secolo scorso sulla velleitaria collezione Roadster, che non ebbe il successo che la casa ed i rivenditori si aspettavano.

Questo Santos è molto più grande (mm 39,8) rispetto al Santos stravenduto tra il 1978 ed i primi anni 2000, ed anche molto più costoso, è posizionato ad €. 6.750,00 la versione in acciaio, referenza  WSSA0009, a mio avviso, pur essendo sicuramente un orologio migliore dal punto di vista puramente tecnico (il precedente, denominato Santos Galbèe aveva una meccanica assolutamente basica ed economica), non è esteticamente equilibrato come il suo predecessore, ma di sicuro si avvia ad essere un grande successo commerciale, oggi la forza del Marchio è al suo apice, grazie ad una sapiente strategia nella pianificazione della collezione: prodotti di alto di gamma assolutamente perfetti, vedi il Tourbillon Volant che si è aggiudicato il prestigioso Poincon de Geneve, orologi gioiello senza eguali al mondo, su questo campo sono veramente i più bravi, nulla da dire, destinati a pochissimi fortunati che possono spendere  cifre ben superiori ai 100.000 euro, e una gamma base di entry levels a circa €. 2.500,00 come i Tank Solo ed i Ronde Solo, che francamente non hanno nessuna caratteristica realmente attrattiva se non il prestigio del Marchio, ma che sono decisamente dei best sellers.

Meno male che mi rifaccio gli occhi e mi scaldo il cuore maneggiando lo strepitoso Rotonde Chrono referenza W1556238, classe pura, meccanica sublime, si fa davvero fatica a trovare il trait d’union tra questo capolavoro ed i modelli di entry level della Marca, francamente troverei più coerente innalzare lo standard delle collezioni base che sono veramente “cheap”, Cartier può permettersi un sacrificio sui fatturati in nome di una collezione di orologi interamente adeguata allo status ormai raggiunto, Rolex ci insegna che non è solo riducendo la distribuzione che si innalza lo “standing” di un Brand, è soprattutto con  la coerenza dell’intera gamma alle proprie caratteristiche peculiari che ci si guadagna la stima duratura degli appassionati  clienti.